Coronavirus Africa, perché è meno grave

La trasmissione del coronavirus in Africa è stata elevata, ma la gravità e la mortalità sono state molto inferiori alle previsioni originali, sulla base dell’esperienza della Cina e dell’Europa.

Si crede che la popolazione molto più giovane dell’Africa spiega gran parte dell’apparente differenza. La parte rimanente è probabilmente dovuta alla mancanza di dati affidabili su ciò che sta accadendo. Ci sono altre spiegazioni plausibili: differenze climatiche, immunità preesistente, fattori genetici o differenze comportamentali. Vediamole nel dettaglio.

Coronavirus Africa, l’età è importante

Il motivo più evidente sui bassi tassi di mortalità è l’età media della popolazione. In molti paesi, il rischio di morte di Covid-19 per le persone di età pari o superiore a 80 anni è circa cento volte superiore a quello delle persone di 20 anni.

Si comprende meglio facendo un esempio: al 30 settembre, il Regno Unito aveva causato 41.980 decessi per Covid-19, mentre il Kenya ne aveva 691. La popolazione del Regno Unito è di circa 66 milioni di persone, con un’età media di 40 anni. La popolazione del Kenya è di 51 milioni e l’età media è di 20 anni.

Alte temperature e umidità

Un recente studio realizzato in Europa ha riportato una significativa diminuzione della mortalità a causa delle temperature e dell’umidità più elevate. Gli autori hanno proposto che questo fenomeno potrebbe essere dovuto ai meccanismi con cui le nostre vie aeree distruggono o diminuiscono il virus in condizioni più calde e umide. Ciò significa che le persone che vivono in Africa dove in linee generali il clima è più caldo e umido, potrebbero avere meno particelle di virus nel loro corpo.

Coronavirus Africa, la risposta immunitaria

Altre ipotesi includono la possibilità di risposte immunitarie preesistenti dovute all’esposizione preventiva ad altri patogeni o alla vaccinazione BCG, un vaccino per la tubercolosi applicato alla nascita nella maggior parte dei paesi africani. Un’analisi completa – che ha coinvolto 55 paesi, che rappresentano il 63% della popolazione mondiale – ha mostrato significative correlazioni tra l’aumento della copertura vaccinale BCG in tenera età e i migliori risultati ante il Covid-19.

Il loro sistema sanitario

Un’altra importante possibilità è che la risposta del sistema sanitario pubblico da parte dei paesi africani, preparato da esperienze precedenti (come focolai o epidemie virali varie) fosse semplicemente più efficace che in altre parti del mondo nel controllo della trasmissione.

In Kenya, tuttavia, si stima che l’epidemia raggiungerà il picco nel mese di Novembre, con circa il 60% della popolazione nelle aree urbane infette. Un quadro simile sta emergendo in altri paesi. Ciò implica che le misure messe in atto hanno avuto risultati minimi nella trasmissione virale. Aumenta la possibilità che l’immunità di gregge giocherà ora un ruolo importante nel limitare la trasmissione.

L’Africa è, quindi, libera da pericoli? Ovviamente no. C’è ancora un lunga strada per sconfiggere il virus, e non sappiamo cosa può accadere con il progresso dell’interazione tra il virus e le persone.

Effetti collaterali, sfida per l’Africa

Tuttavia, una cosa è chiara: gli effetti collaterali della pandemia saranno una vera sfida per l’Africa. Stiamo parlando di gravi ripercussioni nelle loro attività economiche e sociali. Potenziali effetti devastanti della riduzione dei servizi di assistenza che proteggono milioni di persone. Servizi come le vaccinazioni di routine e la malaria, la tubercolosi e i programmi di controllo dell’HIV.

 

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